Presentazione della Legione Tagliamento in Russia
«Era veramente una bella Legione!», scriveva il nostro cappellano don Biasutti all’«indimenticato comandante» Nicchiarelli il 1° gennaio 1943 da Tarvisio, ove si era recato «per passare il primo dell’anno con i nostri 316 vecchi».
Bella non solo militarmente, ma bella “dentro”. Talmente bella che i pochi sopravvissuti alla campagna di Russia – nonostante le vicissitudini successive, la guerra civile, il dopoguerra incivile – per nostra immeritata fortuna seppero tramandarci la loro storia attraverso la vita del Gruppo Reduci dal Fronte russo della Legione Tagliamento e, soprattutto, con il libro Dal Dnieper al Don, la Legione CC.NN. ‘Tagliamento’ in Russia.
Proseguiva don Biasutti: «…e noi ne porteremo sempre la memoria nel cuore»: un impegno, oltre che il prezioso ricordo di un’indimenticabile storia. Nei decenni il Gruppo dei Reduci si è arricchito degli Eredi che, proprio perché tali, hanno fatto propri l’umile orgoglio di quei Soldati d’Italia e l’impegno di mantenerne viva la memoria nella scia di quella che quei Legionari chiamavano la Poesia della Tagliamento.
Dall’8 agosto 1941 al 20 gennaio 1943, la Campagna di Russia della nostra Tagliamento; ma anche dal 31 agosto 1952, data del primo raduno del Gruppo Reduci, ai nostri giorni: è la Storia che qui desideriamo presentare e, con umiltà, talvolta commentare, avendo ben presente le parole che il comandante Nicchiarelli poco prima di morire affidò ai suoi Soldati e a tutti noi:
«UFFICIALI, MILITI e SOLDATI! Al nostro Cappellano, Mons. Biasutti, che oggi mi ha fatto il dono di una sua visita a nome suo e vostro, affido questo mio messaggio.
- Rivolgo anzitutto un pensiero grato e commosso ai nostri Caduti, a quelli che riposano nel cimitero di Michailowskij ed a quelli che consumarono poi l’estremo sacrificio dal Luglio 1942 alle vicende dell’Agosto 1942 ed a quelli travolti nella bufera dell’inverno 1942-43. Ad essi unisco nel memore affetto quanti ci hanno lasciati da allora ad oggi. Alle vedove ed agli orfani di tutti questi Camerati esprimo con pari affetto il mio commosso saluto.
- A tutti i superstiti della “Tagliamento”, sia a coloro che ebbi sotto il mio comando, sia a coloro che li seguirono nella nostra gloriosa Legione, e, con essi, alle loro famiglie il mio vivo augurio di salute e fortuna: ma, insieme, il mio voto che i superstiti siano sempre fieri del dovere compiuto e serbino intatta la “poesia della Tagliamento”, tramandandola come una eredità preziosa ai loro figli. “Poesia”, che è amore puro e fedele alla Patria, dedizione appassionata al suo progresso ed alla sua gloria, senza nessun cedimento alla confusione rinunciataria di molti.
- Auguro a tutti di serbare integra la vostra coscienza nella luce del dovere e nella dignità del vostro vivere, sia entro la famiglia che nel grembo della società e, in modo particolare, al servizio ideale dell’Italia.
- Memore della Pasqua 1942, che feci col nostro Cappellano in terra di Russia, dopo aver rinnovato quest’oggi la Comunione; memore del Natale 1941 nella messa di mezzanotte a Krestowka, che rinnoverò fra giorni in spirituale unione con Voi; chinandomi alla “nostra Madonna” di Latisana; auguro che la Fede – come forza ispiratrice di dovere e di sacrificio – illumini e conforti la vostra vita. E, quasi in un abbraccio ideale, porgo a tutti e a ognuno di Voi l’augurio di un buon Natale e di un felice Anno nuovo». Milano, 19 dicembre 1969.
Questo sito nasce nel 70° anniversario della partenza della 63ª Legione CC.NN. Autocarrata Tagliamento e nel 150° dell’Unità e Indipendenza d’Italia: due tappe della nostra Storia.
